SIRE

Domande frequenti

Una serie di informazioni pratiche sulla contabilizzazione

La normativa relativa alla termoregolazione e alla contabilizzazione del calore è resa obbligatoria e regolamentata nelle sue specifiche e scadenze da una serie di deliberazioni e decreti della Regione Lombardia:
L.R. 24 del 2006
D.G.R. 8/8745 del 2008
D.G.R. 9/2601 del 2011
D.G.R. 9/3522 di maggio 2012
D.d. 6260 di luglio 2012
D.G.R. 9/3855 di luglio 2012,
e da decreti legislativi, D.P.R. e leggi nazionali.
La normativa nazionale e regionale discende da direttive europee, rese operative in momenti diversi dal 2002 in poi, finalizzate alla riduzione dei consumi energetici e alla riduzione delle emissioni in atmosfera. Tali normative hanno poi fatto proprie le linee guida impostate dal protocollo di Kyoto, il trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale sottoscritto l'11 dicembre 1997 da più di 180 Paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

La normativa in Lombardia prevede:
- L’installazione di un nuovo generatore e di una centralina di termoregolazione programmabile
- Che la regolazione climatica deve essere indipendente per singolo ambiente o singola unita’ immobiliare
- Che la contabilizzazione del calore deve individuare consumi termici per singola unita’ immobiliare (climatizzazione + acs)
- Che sia inclusa l’installazione di un contatore per acs per ciascuna unita’ immobiliare
- Che i nuovi impianti termici devono obbligatoriamente prevedere sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore (sostituzione del generatore)
- Che la quota da suddividere in base ai millesimi di proprieta’ non sia superiore al 50%
- Che sia inclusa l’installazione di un contatore di calore nel caso di corpi scaldanti tipologia diversa
- Che la norma uni 10200 sia il riferimento per la ripartizione delle spese di riscaldamento
- Che le norme uni en 834, uni/tr 11388 e uni 9019 siano le norme di riferimento per la contabilizzazione indiretta
- Che la compilazione del libretto di centrale sia carico dell’installatore (1°messa in servizio)
- Che installazione, manutenzione e revisione dei sistemi di contabilizzazione del calore e termoregolazione siano di competenza del responsabile dell’impianto termico.

L'approvazione del sistema di contabilizzazione del calore spetta all'assemblea di condominio, secondo le indicazioni della legge 10/1991, la cui sintesi stabilisce che in un'assemblea condominiale in seconda convocazione, regolarmente convocata solo con almeno 1/3 delle quote di proprietà, rappresentate da almeno 1/3 dei partecipanti al condominio, si può deliberare la contabilizzazione del calore con il voto della metà più uno dei presenti all'assemblea. Resta anche il vincolo del voto favorevole di almeno 1/3 delle quote di proprietà del condominio, necessario per qualsiasi delibera condominiale.

L’approccio all’esecuzione dell'adeguamento al sistema di termoregolazione e ripartizione del calore, per evitare che l’impegno economico necessario alla sua realizzazione sia fine a se stesso, deve essere affrontato considerando alcuni aspetti importanti di carattere economico, pratico e comportamentale, tutti legati tra loro.
L’aspetto economico dell'intervento, proprio perché non trascurabile, deve essere valutato nella sua interezza, assicurando che l’azienda interpellata fornisca garanzie in termini di:
Corretta progettazione;
Corretta installazione;
Corretto dimensionamento delle pompe a portata variabile;
Assistenza diretta all’utente per il corretto utilizzo delle apparecchiature installate;
Responsabilità postuma all’installazione;
Capacità progettuale operativa per identificare e risolvere gli eventuali problemi conseguenti;
In termini pratici è estremamente consigliabile richiedere l’offerta ad un'azienda qualificata, dotata di capacità tecnica e progettuale al proprio interno, che abbia realizzato nel tempo questa tipologia di interventi e che, soprattutto, li gestisca direttamente.
Molto importante è il periodo di avviamento e messa a punto del sistema, è quindi molto importante attribuire alla società che ha effettuato il lavoro di adeguamento (Terzo Responsabile) la responsabilità dell’impianto per almeno due annualità; questo consentirà al condomino di avere un unico interlocutore, quindi estrema chiarezza in termini di responsabilità, e all’azienda di monitorare per un periodo sufficientemente lungo il corretto funzionamento di tutto l’impianto.

Per quanto, per ovvi e condivisibili motivi, l'operazione di adeguamento al sistema di termoregolazione e contabilizzazione del calore sia condizionata da scelte che consentano una soddisfazione economica da parte dei condomini, è tuttavia molto importante che questa non sia l’unico parametro oggetto della valutazione di un'azienda che sottopone all'assemblea condominiale la propria offerta. Quindi sopra ogni cosa evitare di valutare la proposta di un'azienda solo in base al preventivo di spesa, ma assicurarsi che tale stima sia stata redatta dopo un'accurata analisi energetica dell'edificio, un'analisi in loco dell'impianto esistente, e che nell'offerta si tenga conto del periodo di avviamento e messa a punto del sistema, in quanto il post-intervento, quindi la prima fase della conduzione dell'impianto, è di vitale importanza affinché venga verificato che l'investimento fatto non si dimostri tale e non solamente una spesa.
Anche da sconsigliare fortemente la commessa dell'intervento a più soggetti: il progettista, l'installatore, il manutentore o il conduttore appartenenti a ditte diverse. Per motivi di affidabilità nel tempo e per una chiara attribuzione delle responsabilità è necessario che tutti i professionisti che intervengono nelle operazioni di adeguamento dell'impianto condominiale facciano capo ad un'unica azienda che si avvale di competenze solide e diversificate.

Lo stesso soggetto che è responsabile di tutto l'impianto termico. Nel DPR 412/93 la responsabilità dell'impianto è contenuta nella definizione «esercizio e manutenzione di un impianto termico», e comprende il complesso di operazioni che comporta l'assunzione di responsabilità finalizzata alla gestione degli impianti, la quale include conduzione, manutenzione ordinaria e straordinaria e controllo, nel rispetto delle norme in materia di sicurezza, di contenimento dei consumi energetici e di salvaguardia ambientale. Dallo stesso documento si legge che l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici sono affidati al proprietario, o per esso ad un terzo, detto «terzo responsabile dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto termico»; questo soggetto è la persona fisica o giuridica che, essendo in possesso dei requisiti previsti dalle normative vigenti e comunque di idonea capacità tecnica, economica, organizzativa, è delegata dal proprietario ad assumere la responsabilità dell'esercizio, della manutenzione e dell'adozione delle misure necessarie al contenimento dei consumi energetici; La delega dell'esercizio e manutenzione dell'impianto termico, quindi anche delle responsabilità che ne conseguono, è regolamentata da uno strumento contrattuale detto Contratto Servizio Energia, i cui termini sono definiti nel DPR 412/93.

Il Contratto Servizio Energia è uno strumento contrattuale, previsto dal DPR 412/93, finalizzato a promuovere il risparmio energetico nel riscaldamento degli edifici civili, attraverso l’ammodernamento delle centrali termiche e l’uso razionale del calore fornito dagli impianti, assicurando negli edifici le condizioni di comfort previste dalla legge.
Scopo del Contratto Servizio Energia è pertanto, la piena realizzazione dei disposti legislativi, fornendo al Cliente la migliore tecnologia atta sia a soddisfare i livelli di comfort desiderato, che il raggiungimento del massimo risparmio energetico possibile, con la massima convenienza economica per l’utente, pagando questo servizio in base al reale consumo di energia termica (Direttiva CEE 93/76).
Il contratto servizio energia così come previsto dal DECRETO LEGISLATIVO 30 maggio 2008, n.115 è un contratto innovativo perché:
1 unisce i concetti di comfort e di risparmio energetico, cioè persegue il massimo risparmio di energia possibile, fornendo il comfort richiesto dagli utenti;
2 individua nel miglioramento degli impianti che producono e utilizzano l’energia, lo strumento per garantire comfort e risparmio energetico.

Per incentivarne la diffusione, al contratto servizio energia per fornitura di energia termica per uso domestico, nel caso di impiego al 100% di fonti rinnovabili e o di impianti di teleriscaldamento si applica l’aliquota IVA del 10% (Dpr. 633/72 Tab. A parte III..)
E’ da osservare che sono definiti impianti di teleriscaldamento, impianti centralizzati a servizio di una pluralità di edifici con proprietà differenti , la cui rete di distribuzione si sviluppa su suolo pubblico o su proprietà differenti ( D.M. 05/09/2011 art. 2 lettera f).
L'impresa che sottoscrive con il condominio il contratto servizio energia diventa soggetto “terzo responsabile” dell'impianto.

Vi è una fase propedeutica costituita dal fondamentale sopralluogo nella singola unità immobiliare per il rilievo dei corpi scaldanti e delle strutture disperdenti, necessarie al calcolo dei fabbisogni energetici; si passa quindi alla progettazione del sistema di ripartizione.
Una volta compiute le fasi di rilievo e progettazione si passa all'aspetto pratico dell'installazione, con le seguenti operazioni:
- Eventuale smontaggio di copri-radiatori e mobilio che impediscono lo smontaggio dei radiatori (opere a carico dell’utente);
- Smontaggio dei radiatori e sostituzione dei detentori e delle valvole esistenti con valvole termostatiche;
- Chiusura delle valvole termostatiche e dei detentori ed eventuale pre-regolazione delle valvole termostatiche (solo in caso di valvole con pre-regolazione);
- Installazione dei ripartitori elettronici;
- Accensione dei ripartitori elettronici e programmazione (parametrizzazione);
- Riempimento dell’impianto e collaudo idraulico di ogni singolo radiatore (apertura di valvole e detentori);
- Collaudo del sistema di ripartizione con lettura iniziale del singolo ripartitore elettronico.

La risposta è chiara e semplice: no. Purtroppo nella maggior parte dei casi la percezione iniziale da parte del condomino, è di dover ottemperare ad una norma con ulteriore esborso di denaro, senza ulteriore significato. Questa percezione, che non rispecchia la realtà oggettiva delle cose, nasce da una confusa informazione generale, anche dagli stessi organi promulgatori, che non valorizzano la qualità e l’ importanza dell’installazione di valvole e ripartitori sui singoli corpi scaldanti di ogni unità immobiliare.

I vantaggi della ripartizione e contabilizzazione del calore per l'utente finale sono molteplici, in estrema sintesi si traducono in termini di risparmio, comfort, equità, tutela dell'ambiente, investimento economico, detrazione fiscale dei costi sostenuti per l'adeguamento, IVA agevolata sui costi medesimi, una migliore efficienza energetica, indipendenza sugli orari di accensione del riscaldamento domestico.

La valvola termostatica è un dispositivo, che installato sui radiatori (termosifoni), permette di regolare il flusso di acqua calda. In base alla temperatura che si desidera raggiungere in un dato ambiente: infatti, grazie ad un particolare dispositivo è possibile impostare la temperatura del singolo ambiente (ad esempio 20° C) in cui è installato il radiatore e la valvola andrà ad aumentare o diminuire la portata di acqua calda. L'elemento principale della valvola termostatica è il dispositivo di comando contenente uno specifico liquido termostatico.
Se la temperatura in ambiente è più alta di quella pre-impostata (ad es. 20° C), la sonda collegata al dispositivo di comando fa sì che il liquido termostatico aumenti di volume provocando lo spostamento dell'attuatore (corpo cilindrico simile ad un tappo), il quale a sua volta riduce la sezione di passaggio dell'acqua calda (e quindi la portata), consentendo di convogliare l'acqua rimanente verso gli altri radiatori.
Se la temperatura in ambiente è più bassa di quella impostata, si verifica il processo inverso.
Tramite una manopola è possibile impostare la temperatura desiderata in ambiente sul valore desiderato.
Le valvole termostatiche consentono di evitare sprechi e migliorare il comfort stabilizzando la temperatura a livelli diversi nei diversi locali a seconda delle necessità.

Il ripartitore elettronico di calore è un piccolo apparecchio che viene installato per contabilizzare il calore negli impianti a colonne montanti, viene installato su ogni singolo radiatore ed è dotato di una valvola termostatica, la quale permette di regolare in ogni locale la temperatura desiderata. Questo sistema consente la corretta rilevazione del consumo effettuato in ogni singola stanza dell’unità immobiliare.
Il ripartitore funziona in modo del tutto autonomo, include un display a cristalli liquidi che visualizza i dati relativi alla quantità di calore utilizzata.
E' dotato di uno o due sensori: il primo misura la temperatura superficiale del radiatore, mentre un secondo sensore, se presente, misura la temperatura ambiente (20 °C).
Questo dispositivo permette di integrare nel tempo la differenza tra la temperatura media superficiale del radiatore e la temperatura ambiente, tenendo conto della potenza termica nominale del corpo scaldante su cui è installato il ripartitore.
Il ripartitore fornisce delle unità di ripartizione (UR) proporzionali alla quantità di energia erogata da un singolo corpo scaldante che si incrementano nel tempo. La somma delle unità totalizzate in una stagione di riscaldamento è proporzionale all’energia termica emessa dal singolo corpo scaldante nello stesso periodo.
Il ripartitore di calore, a seguito della progettazione, viene tarato per l’effettiva potenza del radiatore, non può essere spostato o manomesso se non dal personale autorizzato.

Il contatore di calore è il dispositivo che viene installato negli impianti a zona di un condominio per contabilizzare il riscaldamento delle varie zone o appartamenti, semplicemente si installa nella cassetta del collettore a servizio di ogni appartamento, questo misura direttamente l’energia termica consumata dall’unità immobiliare.
Con il contatore vengono installati nell'impianto due sensori posti uno sulla tubazione di mandata e l’altro sulla tubazione di ritorno al fine di misurare la differenza di temperatura del fluido termovettore tra l’ingresso e l’uscita del circuito. Il contatore di calore elabora le grandezze misurate per calcolare la differenza tra l’entalpia del fluido in ingresso e l’entalpia del fluido in uscita, che rappresenta l’energia ceduta all’unità immobiliare. Il risultato di questa elaborazione viene visualizzato direttamente sul display dell’apparecchio e il valore dell’energia ceduta è espressa in kWh.

L'impianto a colonne montanti è la tipologia di impianto di riscaldamento più comune nei vecchi edifici condominiali.
E' costituito da un anello, formato da una tubazione di andata ed una di ritorno, che percorre la base dell’edificio. Dall’anello si dipartono le colonne montanti che alimentano i radiatori posti sulla stessa verticale ai vari piani dell’edificio. Fino a pochi anni fa questa tipologia era molto diffusa perché consentiva di realizzare economie nella fase di costruzione dell’edificio. Più difficilmente però permette di ottimizzare la gestione dell’impianto di riscaldamento, specialmente quando si hanno utilizzazioni diverse nelle varie zone dell’edificio.
L’installazione della contabilizzazione in un impianto a colonne montanti, si realizza applicando su ogni corpo scaldante un apparecchio elettronico denominato ripartitore di calore . Il ripartitore ha il compito di registrare la quantità di calore emessa nel tempo dal radiatore su cui è applicato.
Inoltre, su ogni radiatore viene installata anche una valvola termostatica, che permette all’utente di scegliere le temperature ambiente desiderate e i periodi di riscaldamento.n

La tipologia di impianto di riscaldamento detto a zone, o orizzontale, è realizzato in modo che ad ogni zona dell’edificio, ad ogni piano o ad ogni singolo alloggio sia dedicata una parte della rete di distribuzione.
Questo moderno tipo di impianto è più flessibile dell'impianto a colonne montanti, poiché permette di gestire in maniera diversificata i vari appartamenti, non riscaldando ad esempio quelli che in un dato periodo non sono occupati.
L’installazione della contabilizzazione in un impianto a zone si esegue collocando un contatore di calore nella cassetta del collettore a servizio di ogni singola utenza, che misura l’energia termica consumata dall’unità immobiliare.
Il contatore di calore è formato da tre elementi:
- una unità volumetrica , installata sul tubo di ritorno, che rileva il valore della portata d’acqua dell’impianto;
- due sonde di temperatura installate sui tubi di mandata e di ritorno, che rilevano la differenza di temperatura;
- una unità di calcolo che elabora i dati che riceve dall’unità volumetrica e dalle sonde ed esprime il valore, in kWh, dell’energia fornita dall’impianto.
Il sistema è completato da una valvola motorizzata a tre vie, comandata da un cronotermostato ambiente.

Una volta installato il sistema di termoregolazione e ripartizione questo viene dato in carico ad un responsabile della conduzione, solitamente il terzo responsabile, il quale ha l'onere di monitorarne nel tempo il corretto funzionamento e resta l'unico soggetto autorizzato ad operare interventi sul sistema.
Se si verifica un guasto ad un calorifero (corpo scaldante) e questo viene cambiato, occorre comunicare prontamente all’amministratore la sostituzione per consentire a personale autorizzato di procedere alla riprogrammazione ed al riposizionamento del ripartitore con conseguente aggiornamento della mappatura (valorizzazione del prelievo volontario).

Non sono necessarie modifiche all’impianto elettrico “di casa” in quanto i ripartitori elettronici sono alimentati a batteria e utilizzano un sistema di trasmissione radio.
Se si installa un sistema di lettura a distanza (opzionale), verranno posizionate in corrispondenza dei pianerottoli (in spazi comuni) opportune apparecchiature (concentratori wireless e gateway con modem GSM integrato) che possono richiedere un’alimentazione elettrica da rete (230 V). In tal caso l’alimentazione elettrica verrà derivata dall’impianto elettrico condominale.

In generale non sono richieste opere murarie, è però necessario poter smontare i radiatori e sostituire le valvole e i detentori esistenti.
I radiatori dovranno pertanto essere liberi da copri-radiatori e mobilio che ne impediscono lo smontaggio (eventuali opere a carico dell’utente).
In rari casi le valvole esistenti sono parzialmente murate o le tubazioni di collegamento non idonee alla sostituzione di  valvole e detentori (tubazioni troppo corte o deteriorate), in tal caso si è costretti ad intervenire con opere murarie per liberare le tubazioni sottotraccia e consentire la sostituzione di valvole e detentori.

a risposta è no, per dieci validi motivi:
1. Il costo di prima installazione di un unico impianto centralizzato è inferire a quello della somma di tanti impianti unifamiliari.
2. Trasformazione dell’impianto centralizzato in impianto autonomo implica lavori edili ed impiantistici abbastanza costosi.
3. Negli impianti centralizzati è possibile l'impiego di combustibili diversi (metano, gasolio, gas liquido), mentre in quelli autonomi si può usare solo il metano.
4. La potenza termica che è necessario installare per riscaldare un condominio con una unica caldaia centralizzata, è minore della somma delle potenze necessarie per tanti impianti autonomi: di conseguenza il consumo energetico relativo è maggiore negli impianti individuali.
5. La caldaia centralizzata ha una vita più lunga di quella delle caldaie singole.
6. Il rendimento termico di un'unica caldaia centralizzata è migliore rispetto a quello di tante caldaiette individuali.
7. Le spese di manutenzione e quelle per i controlli da parte degli enti pubblici sono inferiori negli impianti centralizzati, perché i costi si ripartiscono tra tutti i condomini.
8. Gli impianti centralizzati sono più sicuri. Nei condomini con impianti autonomi non è sufficiente che il proprio impianto sia in regola e ben tenuto: tutti gli appartamenti sono soggetti ad essere coinvolti in incidenti provocati da eventuali impianti difettosi degli altri condomini.
9. Negli impianti individuali l’occupante dell’appartamento è responsabile dell’efficienza e della sicurezza dell’impianto termico, mentre in quelli centralizzati si può delegare la responsabilità dell'impianto all'amministratore condominiale, avendo meno seccature e minori rischi.
10. Le persone anziane, che spesso passano molto tempo a casa nel corso della giornata, sono avvantaggiate dagli impianti centralizzati, perché non cedono gratis il calore agli appartamenti circostanti.

I ripartitori elettronici di spese di riscaldamento memorizzano i dati di consumo e lo stato di funzionamento su una loro memoria interna. I dati vengono periodicamente scaricati via radio per la successiva contabilizzazione. Due sono i più diffusi metodi di lettura.

Lettura locale
Questo metodo, il più comune, prevede che il tecnico, munito di PC portatile o di palmare dotato di relativo software e chiavetta radio, effettui la lettura radio dei ripartitori direttamente dal vano scala del condominio senza accedere all’interno delle unità immobiliari, acquisendo il dato di consumo e lo stato dai ripartitori. Tali dati vengono successivamente “validati” e utilizzati per la ripartizione economica delle spese.

Telelettura
Questo metodo prevede che in alcuni pianerottoli di scala vengano installati i concentratori, chiamati in gergo “antenne”, dispositivi capaci di comunicare in modo bidirezionale con i ripartitori per leggere i consumi e lo stato ed eventualmente compiere azioni di manutenzione. I concentratori comunicano tra di loro e il concentratore principale, dotato di sistema GSM, trasferisce i dati al server del gestore. Anche in questo caso i dati vengono successivamente “validati” e utilizzati per la ripartizione economica delle spese. Questo metodo è indicato per condomini dislocati in località non facilmente raggiungibili o particolarmente grandi.

Uno studio di fattibilità dell'impianto condominiale esistente da parte di un progettista qualificato è fondamentale al fine di mettere l'adeguamento al sicuro da importanti problemi che possono anche arrivare a tale gravità da costringere a rifare tutto il lavoro, con conseguente drastico aumento dei costi a carico dei condomini.
Il problema pratico principale che si rischia di incontrare è sostanzialmente un problema idraulico, che può comportare notevole rumorosità e fastidio conseguente in casa e malfunzionamento delle valvole.
Installando valvole termostatiche l'impianto viene «trasformato» da uno a «portata costante» ad un altro a «portata variabile», quindi occorre valutare l'installazione di pompe a portata variabile, il cambiamento delle portate dell'impianto, il cambiamento delle resistenze all'interno delle conduzioni dovute alla variabilità della portata, i tipi di interventi di sostituzione caldaie e valvole negli anni, l'eventuale adozione di regolatori di pressione, un equilibrio articolato da valutare attentamente e globalmente in sede progettuale, di conseguenza ad un'analisi energetica dell'edificio, a seconda di ogni caso singolo.
A prescindere da questo problema pratico e importante, da uno stralcio del decreto 6260 del 2012 si legge che la progettazione dell'adeguamento dell'impianto è obbligatoria e che il progetto che ne viene prodotto deve essere firmato dal progettista abilitato e inviato al catasto CURIT dal responsabile dell'impianto. Assieme al progetto il progettista dovrà anche presentare una relazione descrittiva del sistema di termoregolazione e contabilizzazione. Tali documenti saranno parte integrante della dichiarazione di conformità dell'impianto che l'installatore dovrà consegnare a fine lavori. La progettazione firmata dal tecnico abilitato è anche obbligatoria ai sensi della legge 10/91.

E' ancora possibile beneficiare della detrazione pari al 55% delle spese sostenute per l'adeguamento dell'impianto, previa istruzione della pratica relativa [emissione fatture con valore manodopera distinta, pagamento delle stesse via bonifico specifico, invio della Comunicazione all'Enea entro 90 giorni dal collaudo.] fino al 30 giugno 2013.
Infatti col Decreto Crescita del giugno 2012, art. 11 Decreto Legge 83/2012, la detrazione in oggetto resta in vigore fino a tale data. In seguito dovrebbe scomparire definitivamente, sostituita dall'agevolazione del 36%.

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